
LA COMPAGNIA TEATRALE
IN... STABILE
presenta
VITORCHIANO TEATRO
II° rassegna "FIDELITAS"
Premio Sandro e Marco |
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IL MESSAGGIO DEL SINDACO:
Quel che da sempre, nel corso dei secoli,
ha contraddistinto la nostra cittadina e che la
caratterizza tuttora, è stata la FIDELITAS
nella libertà di scelta e l'opera di impegno
sociale e volontario di gran parte del suo Popolo.
Questo fiero ed ostinato modo di essere
ha purtroppo richiesto spesso pesanti tributi,
come quello versato dai nostri concittadini
Marco e Sandro. La loro testimonianza di vita
e la loro repentina perdita, è stata e sarà
sempre ricordata con dignità e accolta come
uno stimolo continuo a migliorarci dedicandoci
al bene comune.
Pertanto, sostenere l'iniziativa di altri
cittadini, come “l'Associazione Teatro
In...Stabile” che intendono diffondere l'amore
per la cultura ed il teatro con temi pregnanti il
senso civico e i valori in cui crediamo, è per
noi naturale e ben accolta.
Quest’anno continuiamo, tutti insieme,
la testimonianza del nostro spirito di servizio
per gli altri, nell’alveo originario della manifestazione,
augurandoci di confermare e ampliare
il successo ottenuto nella prima edizione.
Con la certezza che simili iniziative possano
sempre più diffondersi e radicarsi come espressioni
distintive della nostra cittadinanza.
Il Sindaco
Gemini Ciancolini
www.comune.vitorchiano.vt.it |
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Info: Compagnia teatrale In... Stabile
0761 370257 - 328 8140938
www.compagniainstabile.com
marisaborni@libero.it
RASSEGNA STAMPA
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PROGRAMMAZIONE
Le rappresentazioni avranno luogo all'aperto negli spazi adiacenti il complesso scolastico alle ore 21,15

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VENERDÌ 11 LUGLIO -
AGITATI PRIMA DELL’USO - ROMA
SABATO 12 LUGLIO -
COMPAGNIALUNANOVA- LATINA
DOMENICA 13 LUGLIO -
PICCOLO TEATRO - CITTÀ DI TERRACINA
VENERDÌ 18 LUGLIO -
COMPAGNIA TEATRALE ANTA & GO - CIVITAVECCHIA
SABATO 19 LUGLIO -
COMPAGNIA I GIOVANI - VITERBO
DOMENICA 20 LUGLIO -
COMPAGNIA IN... STABILE - VITORCHIANO
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VENERDÌ 11 LUGLIO
AGITATI PRIMA DELL’USO
ROMA
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Il medico de’ pazzi
di E. Scarpette - regia di Gaetano Cicoira
Ciccillo, studente
di medicina
dedito al gioco e
alla bella vita,
vive a Napoli a
spese dello zio
Felice che vive a
Roccasecca e,
suo malgrado,
foraggia ogni
vizio del nipote.
Per coprire i suoi debiti di gioco, Ciccillo fa credere allo zio di
aver conseguito la laurea e di aver bisogno di soldi per aprire
uno “stabilimento di pazzi”. Ma, all’improvviso e inaspettatamente,
lo zio Felice arriva a Napoli con la moglie e la figlia.
Non sapendo che pesci prendere, Ciccillo escogita uno stratagemma:
con la complicità del fidato amico Michelino decide di
dire che la pensione Stella, dove alloggia, è in realtà un manicomio
e che i suoi ospiti sono i pazzi che ha in cura. Lo zio
chiede allora di visitare lo “stabilimento dei pazzi” e si reca alla
pensione con il nipote. Qui incontra tutti gli avventori (donna
Amalia e sua figlia Rosina, Luigi lo scrittore, Don Carlo il
direttore, Enrico il maestro di musica, Raffaele l’attore drammatico,
il maggiore a riposo) e, suggestionato dai loro strani
comportamenti, li crede tutti pazzi. In questa situazione tragicomica,
Felice Sciosciammocca, condizionato dagli avvenimenti,
rischia di essere preso per pazzo... |
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SABATO 12 LUGLIO -
COMPAGNIALUNANOVA
LATINA
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Questi fantasmi
di E. De Filippo - regia di Roberto Noce
 Questi fantasmi è ancora oggi
una commedia che rispecchia
una società che ci vuole ambigui,
lacerati, insieme bugiardi e sinceri,
generosi e vili. Come dice
Eduardo, i fantasmi non esistono,
i fantasmi siamo noi: vediamo
quello che ci fa comodo e
non vediamo quello che non vogliamo vedere. La commedia è
piena di situazioni comiche, di grottesche emozioni e commozioni,
di drammi e miserie. Lascia spazio alla fantasia dello
spettatore, che è libero di credere alla buona fede di Pasquale.
Lo Iacono... oppure no. |
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DOMENICA 13 LUGLIO
PICCOLO TEATRO
CITTÀ DI TERRACINA |
Filumena Marturano
di Eduardo De Filippo - regia di Roberto Percoco
 Napoli. Filumena, una
matura signora con un passato
da prostituta, è stata
per circa trent'anni mantenuta
di Don Domenico
Soriano (Mimì), ricco
pasticciere napoletano e
suo cliente di vecchia
data, del quale ha amministrato
e sorvegliato i
beni e la casa come una
vera e propria moglie. Per costringere Don Mimì a sposarla e a fargli
smettere la sua vita dissoluta dietro alle ragazzine, si finge
morente e si fa sposare con la falsa prospettiva, per Domenico che
la crede in fin di vita, di un breve legame.
Dopo aver scoperto l'inganno, Domenico, furente, si rivolge a un
avvocato, che inesorabilmente spiegherà
a Filumena che il suo stratagemma
è stato inutile, perché un
matrimonio contratto con l'inganno
non può essere valido. Davanti al
trionfo di Domenico, la donna gli
confesserà di avere tre figli, che non
la conoscono come la loro madre e
che ha cresciuto sottraendogli piccoli
beni; uno di questi è suo figlio... |
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VENERDÌ 18 LUGLIO
COMPAGNIA TEATRALE ANTA & GO
CIVITAVECCHIA
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A che servono questi quattrini
di Armando Curcio- regia di Iolanda Zanfrisco
 Eduardo Parascandolo, dei
Marchesi Guastamacchia,
filosofo di fuori ed imbroglione
dentro, è detto "il professore"
per la sua abitudine
di predicare l'elogio della
povertà, in quanto "il denaro
è la rovina dell'umanità".
Ad un tratto, l'annuncio di
un'eredità dall'America al suo discepolo Vincenzino Esposito. Il professore,
servendosi delle sue doti dialettiche, cambia la vita di
Vincenzino, che vede i suoi debiti mutati in crediti ed inizia anche a
stimare se stesso.
Servono o non servono questi quattrini? Questo è il problema... È il
denaro che non puó renderci felici o questa affermazione è un pretesto
per vivere di espedienti rifiutando ogni responsabilità? Si puó
vivere senza quattrini o, comunque, far credere a se stessi e agli altri
di averne?
A proposito del Prof. Parascandolo, non si sa bene se veramente il
denaro "non eserciti su di lui alcun fascino" oppure se, furbescamente,
cerchi di arrangiarsi e guadagnare sull´ingenuità altrui. Fatto è che
riesce nella vita a barcamenarsi elegantemente anche con uomini di
finanza o astuti commercianti. Il timore reverenziale che infonde nel
suo prossimo è supportato da frasi in latino o citazioni appartenute ai
Grandi della storia. I suoi discepoli, in particolare Vincenzino
Esposito, povero e ignorante tornitore, pendono dalle sue labbra. |
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SABATO 19 LUGLIO
COMPAGNIA I GIOVANI
VITERBO |
Ecco la sposa
di Cooney e Chapman - regia di Paolo Zafarana
 I sogni nascosti di un
pubblicitario stressato
e ipocondriaco,
sposato da vent’anni,
con una suocera
arrogante, un suocero
svampito, una
figlia in procinto di
sposarsi ed un socio
troppo preso a pensare
a tutt’altro.
Il precario equilibrio
di Timothy salta proprio nel giorno delle nozze della figlia...
Una famiglia inglese intenta a difendere, con qualsiasi mezzo,
il proprio borghese perbenismo. Un testo leggero e divertente
che dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, come i nostri desideri
nascosti non aspettino altro che gli si apra la porta e come,
pur non realizzandosi mai completamente, possano aiutarci a
rendere la realtà quotidiana un po’ più “colorata”. |
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DOMENICA 20 LUGLIO
COMPAGNIA IN... STABILE
VITORCHIANO
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SERATA DI GALA CON PREMIAZIONI
Non ti conosco più
di Aldo De Benedetti - regia di Luciano Sassara
FUORI CORSO
 Colpita da un'improvvisa
amnesia, la bella
Luisa non solo non
riconosce più il marito
Paolo ma, domandandosi
chi sia quello sconosciuto,
vorrebbe
sbatterlo fuori di casa.
Sconvolto, l'uomo
chiama per un consulto
lo specialista professor
Alberto Spinelli ma Luisa, conosciuto il medico, gli si
rivolge con modi e parole affettuose, convinta che costui sia proprio
il consorte. Per assecondare l'ammalata i due uomini, di
comune accordo, si scambiano i ruoli innescando così un'esilarante
girandola di equivoci. Quando il professor Spinelli crede di aver
trovato la spiegazione ''scientifica'' all'amnesia di Luisa, un colpo
di scena lo spiazza lasciandolo senza parole…
Scritta nel 1932, Non ti conosco più è una classica commedia degli
equivoci, che vanta innumerevoli messe in scena e un fortunato adattamento
cinematografico datato 1980: Non ti conosco più amore, con
Monica Vitti, Johnny Dorelli e Gigi Proietti, regia di Sergio Corbucci. |
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